FIRENZE E LUCCA


Firenze Lucca Istituto Rosetum

Per l’anno scolastico in corso, la consueta gita didattica organizzata per le classi prime e seconde della scuola media ha avuto come meta Lucca e Firenze.
Esperienza sempre carica di aspettative per i ragazzi, giornate impegnative per noi prof, ma allo stesso tempo “occasioni d’oro” perché una volta lontani da cattedre, voti e registri on line ‘queste ore in libertà’ ci consentono di stringere un rapporto ancora più forte con i nostri alunni, nonché rendere granitico un legame che giorno dopo giorno cerchiamo di intessere sulla fiducia reciproca, per la loro crescita e formazione educativa.
Siamo partiti, piuttosto emozionati, il lunedì mattina presto sotto una pioggia battente e che non ci ha risparmiati (o quasi) per tutti e tre i giorni; arrivo a Lucca per le 13, pranzo al sacco e via a visitare le mura della città e in seguito la casa natale di Giacomo Puccini.
Siamo italiani… potevamo non visitare la casa del grande maestro?
Dopodiché partenza in direzione Firenze: sistemazione nelle camere, cena e buona notte di sonno, tutti tranquilli e silenziosi . . . o quasi. . . ma si sa che in gita scolastica, un po’ di chiacchiere prima di dormire sono sempre consentite.
Il risveglio di martedì mattina, accompagnato da un pallido sole, ha fatto sì che potessimo ‘andare a zonzo’ per la città. E che città! Culla del Rinascimento artistico e letterario, patria natia del nostro più grande poeta, il buon Dante Alighieri, semplicemente ‘arte a cielo aperto’.
Foto con i ragazzi e le loro immancabili domande: “ma prof, perché questo è così?”, “ma perché non hanno fatto, invece, così?”. . .  è in questi momenti che noi educatori e insegnanti impariamo dai nostri alunni quando sia bello apprendere sempre cose nuove.
E poi Ponte Vecchio. . . i souvenir. . . i negozianti di Firenze si sono arricchiti dopo la nostra visita alle loro bancarelle.
Ma va bene, fa tutto parte del gioco – gita !!!
Il pomeriggio, invece, lo abbiamo dedicato alla visita della Villa Poggio a Caiano; un capolavoro dell’architettura italiana . . . i ragazzi hanno giustamente rilevato quando si trattassero bene i Medici!
Stanchi e diciamolo pure, distrutti, siamo tornati in hotel per la cena. Ma poteva concludersi la giornata così? Certo che no! Tutti i ragazzi, nelle proprie camere, a guardare la partita di calcio della Roma. E sì, come dicevo prima, siamo italiani. . .  anche nello sport.
Mercoledì, purtroppo, ultimo giorno.
Visita ai Boboli, attività con le guide, giochi e risoluzioni di indovinelli per scoprire meglio i segreti di palazzo Pitti e dei suoi immensi giardini.
L’ora di rientrare ormai si avvicinava, ma prima di risalire definitivamente sul pullman in direzione Besozzo, un’occasione da non perdere: ammirare l’intera città da Piazza Michelangelo.
Sembrava di essere di fronte a un’enorme tela dove Firenze si mostrava in tutta la sua bellezza.
Un modo simpatico per salutare la città che ci ha ospitati, anche se per poco tempo.
I giorni sono volati, i ragazzi sono stati veramente bravi. . . ormai sono uomini e donne, e noi non avevamo dubbi che si sarebbero comportati come tali.
La gita scolastica, credo, non sia solo un momento per saltare giornate di scuola o provare l’ebbrezza di dormire fuori casa e lontani da mamma e papà, ma un’occasione di maturazione, e “di vita”.
Mi sento di ringraziare i miei colleghi: Cesare Fichtner che ha organizzato con pazienza e meticolosità le attività in loco,  Marzia Bistoletti e Massimo Mitrio che hanno coadiuvato la gestione dei gruppi.
Un grazie anche a tutti i genitori che ‘si sono fidati di noi e ci hanno affidato i loro figli’. . . alla Preside Eugenia Bolis sempre disponibile e ‘complice’ nelle nostre scelte educative e loro, i nostri alunni, i veri protagonisti della gita e della scuola, grazie di cuore a loro che, affettuosamente, chiamo “i miei mostri”.

Prof. Andrea Costa